• Il Circle Time

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Data pubblicazione: 24 ott 2018 - Categoria: Approfondimenti

Il Circle Time: uno strumento prezioso, un vero e proprio spazio democratico e partecipativo.

Oggi parliamo di uno strumento che alla Scuola dell’Infanzia “Regina Elena” costituisce uno dei perni della metodologia didattica ed educativa: il Circle Time.

Il Circle Time, o “Tempo del Cerchio”, è un momento di dialogo e condivisione durante il quale gli alunni e l’insegnante (che svolge il ruolo di coordinatore) sono seduti in cerchio, come suggerisce il nome, e dove tutti possono vedersi negli occhi e ad esprimere liberamente le proprie opinioni ed emozioni. Gli obiettivi principali del Circle Time sono l’inclusione e la discussione, in un ambiente protetto e senza sentirsi giudicati, al fine di facilitare la comunicazione tra pari, ad approfondire la conoscenza reciproca tra gli alunni, a creare integrazione all’interno della classe e a valorizzare le competenze dei singoli e del gruppo.

Esso cominciò ad essere utilizzato con successo in molte scuole d’Italia già a partire dagli anni ’70, col diffondersi dei principi del cosiddetto “apprendimento cooperativo”, e può essere definito un metodo di lavoro “democratico”, poiché insegnanti e alunni si trovano in un rapporto alla pari.

A cosa serve e come funziona.

Il Circle Time è una metodologia utile per:

  • migliorare l’ascolto della classe, soprattutto nelle “nuove classi”, ricche di molte diversità da “tenere insieme”, e nei contesti in cui si cerca di realizzare l’inclusione;
  • promuovere la partecipazione al dibattito degli alunni più timidi e meno partecipativi e di tutti coloro che manifestano una tendenza naturale a stare in disparte;
  • gestire in modo propositivo gli alunni più esuberanti o quelli che presentano difficoltà di ascolto e comportamenti problematici;
  • facilitare e rafforzare l’inclusione;
  • far emergere le competenze dei singoli alunni nel rispetto della diversità individuale;
  • promuovere un approccio problematico e democratico ai problemi, ovvero stimolare lo spirito critico;
  • permettere agli insegnanti di conoscere meglio i propri studenti e la classe;
  • prevenire e gestire la conflittualità.

Per essere efficace, il Circle Time deve essere programmato; ciò significa che il docente deve sentire questa attività come parte integrante della vita di classe, pensandola ed elaborandola anche negli argomenti da trattare. Una delle strategie principali, inoltre, consiste nell’organizzazione di tempi e di uno spazio specifici in cui condividere l’esperienza, in modo da farlo diventare una sorta di rituale del benessere in classe.

Affinché esso dia buoni risultati, inoltre, ci sono alcune regole che vanno rispettate:

  • per prima cosa, ci si deve posizionare tutti in cerchio. Si può stare seduti per terra o sulle sedie, l’importante è che ci si possa guardare tutti negli occhi;
  • l’insegnante deve svolgere la funzione di moderatore e gestire il Circle Time senza risultare impositivo. Ciò significa che non dovrà fare domande o fornire risposte, ma limitarsi a fungere da facilitatore, stimolando i bambini a interagire, mantenendo un clima cordiale e positivo e invitando a contributi propositivi. L’insegnante, inoltre, non dovrà “risolvere” il problema che si sta discutendo, ma fare in modo che siano gli alunni a risolverlo, collaborando e dibattendo. Dovrà limitarsi ad ascoltare in modo attivo, con attenzione ed empatia;
  • ci deve essere una scaletta degli argomenti, una specie di ordine del giorno di cui parlare, al fine di evitare sessioni inconcludenti;
  • a turno, alunni e insegnanti potranno dire la loro, magari seguendo un piccolo rituale prima di prendere la parola (per esempio, chi parla deve indossare un cappello particolare che poi dovrà passare al compagno successivo, oppure un oggetto e via dicendo);
  • bisogna rispettare i tempi peculiari di ogni bambino, senza fretta, in modo che tutti i bambini possano avere la possibilità di parlare.

L’obiettivo ultimo dell’uso del Circle Time è facilitare la cooperazione fra tutti i membri del gruppo-classe, la creazione di uno spazio in cui ciascuno è incluso e chiamato a partecipare, sebbene con le proprie modalità e i propri tempi, in modo da soddisfare sia il proprio bisogno di appartenenza che di individualità, elementi che la psicologia riconosce come fondamentali per l’equilibrato sviluppo psichico della persona.

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